Kiratech: Report da VMWorld (3)
General Session 2 Settembre
Terza giornata del VMworld, e ultima general session della convention con Steve Herrod, Chief Technology Officer di VMware.
Il focus è sul concetto di Desktop as a Service: la postazione di lavoro viene resa disponibile su qualsiasi dispositivo che l’utente è in grado di usare, sia esso un PC, un thin client o un telefono cellulare, e garantendo la produttività anche in mancanza di connettività.
Per arrivare a questo risultato Steve chiarisce che è necessario gestire 3 aspetti:
- Il profilo dell’utente deve essere “liquido”, e qui avviene l’annuncio di partnership OEM con RTO Virtual Profile
- Le applicazioni che l’utente usa devono essere virtualizzate con ThinApp
- Il sistema operativo deve essere gestito centralmente nel deploy e mantenuto nell’immagine gold aziendale e nel patching con il View Composer
Kiratech: Report da VMWorld 2009 (2)
General Session 1 Settembre
Seconda giornata del VMworld 2009, e prima General Session aperta a tutti i partecipanti. Il primo intervento è stato di Tod Nielsen, ex dipendente Microsoft, e ora Chief Operating Officer in VMware.
Tod ha rimarcato il fatto che il 96% delle aziende Fortune 1000 usa VMware e che le rimanenti 40 aziende sono state invitate al VMworld a titolo gratuito, per cui dopo aver visto all’opera vSphere diventeranno sicuramente clienti VMware.
Nielsen ha dichiarato il numero ufficiale dei presenti al VMworld, che sono circa 12.500, e ha enfatizzato i risultati che VMware vuole ottenere presso i clienti, ovvero far risparmiare denaro (capex), far risparmiare “human energy” (opex), e infine far risparmiare energia elettrica per un risultato finale definito “Energize Business trough IT”.
Kiratech: Report da VMworld 2009 (1)
Giornata inaugurale del VMworld 2009 a San Francisco. Il primo giorno, solitamente dedicato ai soli partner, quest’anno è ad accesso libero. Il momento clou è stato senza dubbio la general session aperta dal presidente e Ceo di VMware Paul Maritz.
Paul, dopo un doveroso ringraziamento verso i partner presenti in aula, ha rimarcato come il futuro della virtualizzazione sarà incentrato sempre di più sul management del virtual data center per una migliore operation agility. Il virtual data center sarà una collezione di giant computer presenti sia all’interno dell’azienda (internal cloud) che all’esterno presso provider o sedi remote (external cloud).
Ediformat: Il peso (non) specifico dell’IT in Italia

La conferenza stampa di aggiornamento periodico che Assinform indice per capire come stia andando il comparto It nel nostro Paese è servita questa volta anche per conoscere il nuovo presidente, Paolo Angelucci. E, ovviamente, il suo programma, per capire se, confrontando congiuntura e programmi associativi, si riuscisse a intravedere una via d’uscita per il settore, al momento in stato di apnea.
I dati, in sé, lascerebbero poco spazio all’ottimismo. Rispetto allo scorso febbraio, oggi ci sono più aziende che vedono un calo degli ordinativi (oltre il 52%, rispetto al precedente 44%), la riduzione del budget It è fattor comune per il 70% delle imprese nazionali (sui nuovi progetti) e a risentirne è soprattutto l’occupazione, con fuoruscita di soggetti anche dotati di competenze medio-alte, il che non depone a favore di una possibile tendenza anche futura all’innovazione.
L’analisi che ne è scaturita da parte di Assinform porta sempre nella stessa direzione: siamo un paese arretrato, posizionati “in basso a sinistra” in tutti i diagrammi che illustrano indicatori di rapporto Pil/spesa It, produttività/investimenti tecnologici o misura delle performance innovative. Ce lo sentiamo raccontare da anni, ma la situazione non cambia, anzi tende a peggiorare.
Ediformat: Quanto è lungo il tunnel?
Assintel si è pronunciata, Assinform lo farà la settimana prossima. Le due principali associazioni di categoria dei vendor IT (la prima solo di quelli software/servizi) osservano il mercato da diversi anni e demandano agli analisti di fiducia la previsione di andamento per l’anno in corso, oltre che i consuntivi periodici.
Per Assintel, l’analisi su questa prima parte di 2009 è stata condotta da NextValue e il risultato non lascia spazio a grande
ottimismo. Il mercato IT è arretrato sulle cifre complessive di tre anni fa a fine 2008, ma secondo gli osservatori, non ci sono i presupposti per una ripresa di breve o medio termine. L’autunno non porterà a sbloccare progetti o a riconsiderare i budget tagliati all’inizio o nel corso dell’anno. Le grandi aziende stanno lavorando in direzione del consolidamento e questa potrebbe essere una buona notizia, perché i progetti seri in questa direzione portano con sé anche investimenti su prodotti e servizi che possano supportare il processo. Ma le realtà più piccole stanno soffrendo e continueranno a farlo, per la stretta creditizia e la compressione dei margini, oltre che per il semplice calo degli ordini.
Ediformat: C’è sempre la sicurezza a frenare i consumatori online

Circa tre quarti di coloro che comprano online hanno lamentato almeno un problema di login o sicurezza negli ultimi tre mesi e questo avrebbe anche potuto convincerli ad abbandonare le transazioni eseguite via Web.
Lo studio, realizzato da Foviance (specialista di user experience) per conto di Oracle, porta a considerare che le aziende che fanno e-commerce stiano lasciando sul tavolo opportunità commerciali e non tengono in conto le perplessità che arrivano da utenti perplessi anche solo dalle procedure necessarie per ottenere login e password ai siri.
La ricerca aveva un scopo di analisi più comportamentale che tecnico o statistico. Sono comunque emersi elementi di un certo interesse. La maggior parte delle persone, infatti, sembra ancora poco conscia delle minacce legate alle transazioni online e circa il 15% degli intervistati non comprende di quali rischi si stia parlando. Quindi, anche concetti come phishing o malware sono poco chiari all’uomo della strada che usa Internet.
Ediformat: Il mainframe è vivo e lotta insieme all’IT

Dato per morto già diversi anni fa, il mainframe è invece ancora in piena attività, in Italia come nel mondo. Sono poche le aziende che ne hanno degli esemplari (tipicamente gli z Series di IBM) operativi: in Italia arrivano a malapena a 60, in buona parte nel settore finanziario, mentre sul globo si parla di 10mila realtà in tutto. Ma il numero di MIPS utilizzati cresce di anno in anno, tanto che siamo passati dai 4,5 milioni complessivi del 2001 agli odierni 14 milioni.
NetConsulting ha analizzato, per conto di CA, gli utenti italiani di mainframe, utilizzando un campione di 26 aziende, tutte grandi ovviamente, che rappresentano circa il 40% del volume di spesa totale nel comparto (11 miliardi di euro). Chi avesse sospetti di un numero troppo basso, sappia che la spesa IT collegata all’ambiente mainframe rappresenta, nel 2008, il 43,8% di quella totale. Si conferma anche da noi la crescita nelle vendite di MIPS (+ 20% stimato anche per il 2009 rispetto al già ottimo 2008), soprattutto nel settore finance, ma anche nella PA e nell’industria/servizi.
